Trapani Classica

PIANO FESTIVAL – Recital pianistico Luca Lione


Biografia

Luca Lione consegue la laurea di I livello presso il Conservatorio “S. Giacomantonio” di Cosenza con il massimo dei voti e la lode e nel luglio 2017, conclude gli studi di biennio ad indirizzo interpretativo – compositivo con la votazione di 110/110, lode e menzione d’onore, presso il Conservatorio “C. G. da Venosa” di Potenza sotto la guida del M. Vincenzo Marrone d’Alberti. Successivamente, si perfeziona a Colonia con la grande pianista americana Nina Tichman (allieva di Wilhelm Kempff).

Recentemente ha ottenuto la medaglia d’oro al concorso Gran Prize Virtuoso di Bonn, la medaglia d’argento ai Global Music Awards in California ed è stato citato nel libro di Luca Ciammarughi “Da Benedetti Michelangeli alla Argerich” fra la “meglio gioventù” italiana.

La sua esperienza concertistica annovera recital in Germania, presso il prestigioso castello dei Baroni Von Ezberg a Mühlheim an der Donau, grazie al patrocinio del Lions di Tuttlingen (Freiburg), a Bönn presso la Beethoven-Haus, in Belgio, su invito dell’ambasciatore olandese Frans Bijvoet presso il Consolato Generale dei Paesi Bassi, in Austria a Vienna presso la Gläserner Saal della prestigiosa Wiener Musikverein, in Regno Unito, esattamente a Londra presso la Steinway Hall, in Italia presso la residenza di Richard Wagner a Venezia, la Cappella Palatina della Reggia di Caserta, la Sala Lanza di Palermo, il Salone degli Specchi di Taranto, Villa Pignatelli di Napoli, l’Aula Magna dell’Università degli studi Roma Tre, il Teatro di Villa Torlonia di Roma, la Sala grande del Teatro Rendano di Cosenza, Ravello per la Società dei concerti di Ravello, ecc. Ha debuttato, in qualità di finalista del “Premio Internazionale Annarosa Taddei” con l’orchestra “Roma 3 Orchestra” al Teatro di Villa Torlonia, eseguendo il Terzo Concerto per pianoforte e orchestra di L. v. Beethoven, diretto dal M. Luca Bagagli e successivamente presso l’Auditorium del Conservatorio di Potenza per l’A.M.B. con l’Orchestra Filarmonica Federiciana diretta dal M. Carlo Franceschi. Sempre in Italia, ha avuto l’onore di esibirsi in duo col pianista salentino Francesco Libetta in occasione di una serata dedicata al Risorgimento italiano presso il Teatro “Il Ducale” in provincia di Lecce; in repertorio, autori italiani. La sua formazione pianistica si è arricchita grazie alle lezioni dei Maestri Benedetto Lupo, Andrzej Pikul, Angel Condè, Bruno Mezzena, Irina Voro e Cristiano Burato, figure grazie alle quali ha ampliato il suo repertorio che spazia dalla musica del ‘700 a quella del primo ‘900 con una particolare predilezione per il periodo romantico.

Nel Febbraio 2018 riceve un premio al talento, consistente in una borsa di studio e una targa dal Senatore della Repubblica Italiana, Fabrizio Bocchino. Luca Lione è stato menzionato dal pianista, critico musicale e conduttore radiofonico italiano Luca Ciammarughi nel suo testo “Da Benedetti Michelangeli alla Argerich. Trent’anni con i Grandi Pianisti” dedicato ai più grandi pianisti, nella sezione relativa alle giovani promesse del concertismo italiano. Ha inoltre partecipato come pianista a trasmissioni radiofoniche tra cui, Rai Radio 3 e Radio MCA. Di recente, inoltre, è stato pubblicato il suo primo album dedicato interamente alla figura di R. Schumann, edito dalla casa discografica giapponese “Da Vinci Classics”, il quale riceve lodevoli apprezzamenti dalla critica nazionale ed internazionale. Il disco ha meritato 5 stelle sulla rinomata rivista musicale italiana “MUSICA” e lodevoli recensioni su “Pizzicato”e “PianoNews”.

Programma

L. VAN BEETHOVEN: Andante favori WoO 57 in Fa Maggiore

J. HAYDN: Sonata n. 52 op. 92, Hob:XVI:52

E. GRANADOS: El amor y la muerte da “Goyescas”

R. SCHUMANN: Kresleriana op. 16

Guida all’ascolto

L’Andante Favori di Ludwing van Beethoven (1770-1827), inserito inizialmente al posto dell’Adagio molto in Fa Maggiore nella celebre Sonata n. 21 op. 53 e poi rimosso dallo stesso autore perché eccessivamente lungo e poco adatto alla struttura dell’opera, ebbe un notevole successo ai suoi esordi. Lo stesso autore amava eseguirlo in pubblico tanto da attribuirgli l’appellativo di “Favorito”. L’amico Ferdinand Ries scriveva a proposito dell’Andante: “Quando Beethoven lo eseguì per la prima volta innanzi all’amico Krumphloz e a me ci piacque enormemente e tormentammo Beethoven così a lungo che dovette ripeterlo”. Pubblicato nel 1805, il brano ha una struttura a Rondò il cui tema, molto dolce, si ripresenta più volte con un aspetto sempre variato in un clima gioioso ed elegante.

Nel 1794 Joseph Haydn (1732-1809), durante il suo secondo soggiorno a Londra, compose l’ultima delle sue cinquantadue sonate per pianoforte, la Sonata n. 52 in mi b maggiore op.92 che riporta la dedica ad una celebre e virtuosa pianista, Therese Jansen Bartolozza. Inserita nel sedicesimo volume del catalogo Hoboken, questa sonata è un bellissimo esempio dello stile classico, esempio di cui certamente il grande Beethoven si sarà nutrito. I tre movimenti, Allegro moderato, Adagio, Finale-Presto, sono intrisidi elementi umoristici attraverso valori puntati e passaggi veloci e leggiadri, note ripetute e ampi arpeggi ma anche di momenti di lirismo espressivo e di estrema delicatezza, il tutto condito da ricercati passaggi virtuosistici.

E’ una ballata di amore e di morte quella dello spagnolo Enrique Granados (1867-1916)  inserita nella suite per pianoforte Goyescas, una successione di sei pezzi ispirati dall’amore per i dipinti di Francisco Goya. Come il pittore nel suo Acquaforte del 1799 “El Amor Y la Muerte”, anche il pianista e compositore spagnolo affronta il tema romantico della passione amorosa che porta alla morte in una composizione  ricca di pathos e di drammaticità.

Le otto Fantasie op. 16 di Robert Schumann (1810-1856), dedicate all’amico F. Chopin pur composte pensando all’amata Clara Wieck, costituiscono una delle opere pianistiche più conosciute del giovane Schumann, la Kresleriana. Il 3 agosto del 1838 scriveva a Clara, sua futura moglie: “Suona qualche volta i miei Kreisleriana! In alcuni pezzi c’è un amore veramente folle e la tua vita e la mia e tanti dei tuoi sguardi..” Si tratta di un’opera particolarmente rappresentativa del mondo schumaniano. Gli otto pezzi ricordano soprattutto l’anima tormentata del compositore, le due parti contrastanti del suo mondo interiore, il suo lato impulsivo ed esaltato e quello sognante e riflessivo, le due personalità, insomma, Florestano ed Eusebio. E così le otto fantasie si susseguono alternando pezzi impetuosi e visionari ad altri decisamente contemplativi e sereni in una struttura coerente e straordinaria. Anche il titolo rimanda a questo dualismo con l’assunzione del nome del personaggio letterario, allucinato ed instabile, il maestro di cappella Johannes Kreisler di ETA Hoffmann, un personaggio immaginario di cui Schumann subì il fascino.

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